28 febbraio 2008

fare di necessità virtù...ma chi l'ha detto??

Ora capisco com'è che coloro che aspiravano a diventare santi seguivano la strada del digiuno: arrivavano ad avere le allucinazioni visive, uditive, olfattive e alla fine della mistica esperienza o si erano trasformati in un mucchietto di ossa venerate in qualche loculo o erano degli autentici santi e geni.
Visto che non arriverò mai a ridurmi a un mucchietto di ossa ammuffite solo per far contenta la dietologa, fosse solo per non farmi schifare anche da un cagnazzo randagio, presumo che dovrei diventare un genio dell'arte culinaria per i condannati a dieta troppo ipocalorica.

27 febbraio 2008

finché si ride c'é speranza

Non si può rinunciare ad una cena con amici solo perchè si è a dieta, va contro tutte le dichiarazioni di pace, per non dire poi della dichiarazione universale dei diritti umani. E non ci si deve neanche fossilizzare in una caverna a ringhiare contro i propri simili solo perchè si ha paura che ti offrano qualcosa da mangiare.
Dimagrire si, regredire allo stato troglodita giammai, dopo tutta la fatica fatta per evolvermi. L'importante è avere buoni amici che hanno di meglio da fare che cercare di convincerti ad assaggiare tutto quello che magari non si erano mai sognato di offrirti nemmeno quando eri disposto a ingurgitare di tutto, pur di fare onore al cuoco (o alla tua stazza).

23 febbraio 2008

a proposito di linguaggio scurrile

Dal sito internet del corriere della sera www.corriere.it mi son permessa di ricopiare una storiellina che la dice lunga sul livello di civiltà che NON si è ancora raggiunto in troppe zone d'Italia.

Cassazione: il capo scurrile va licenziato. 
Confermata una sentenza d'appello nei confronti del responsabile reparto di un supermercato. Apostrofava pesantemente tre colleghe.Insultava i suoi dipendenti con «espressioni rozze ed eccessive», «in violazione dei principi di civiltà che non ammettono eccezioni, o attenuazione, neppure nell'ambito delle relazioni professionali», compresi gli ambienti di lavoro «informali». La Cassazione ha così stabilito il licenziamento per giusta causa nei confronti di un caporeparto del settore macelleria di un supermercato milanese del gruppo Standa. Bersagli della sua violenza verbale erano tre colleghe, apostrofate con epiteti come «bastarde, figlie di p..., toglietevi dai c..., vi faccio licenziare». La società, informata dei modi di fare del dipendente, lo aveva cacciato ma il Tribunale aveva ritenuto eccessiva la sanzione e lo aveva reintegrato nel posto di lavoro. 
RICORSO RESPINTO - Il licenziamento era stato invece convalidato dalla Corte d'Appello di Milano, con sentenza del 2005, in cui i giudici rilevavano che «per quanto l'ambiente di lavoro possa essere informale, nel comportamento e nel lessico usato non ci si può spingere fino alle maniere rozze ed eccessive e ad usare la voce alta, peraltro nelle vicinanze degli spazi frequentati dalla clientela, per richiamare i dipendenti a una più esatta osservanza dei loro obblighi». Un punto di vista pienamente condiviso dalla Suprema Corte, che ha aggiunto che un simile comportamento lede «la dignità e l'amor proprio del personale, oltretutto sottoposto a vincolo di gerarchia nei confronti del capo che commette tali scorrettezze».

22 febbraio 2008

cranaca di una dieta disumana (bis)

Anche chi sta a dieta gode (assai anche)

Si si che si può, eccome. Basta adottare qualche accorgimento in più e si può mangiare di tutto senza farsi necessariamente venire la depressione o morire di inedia.
E poi chi è il dietologo che ha mai avuto il coraggio di dire che non si possono mangiare le verdure? nessuno, e se qualcuno lo fa non è un dietologo serio, è solo uno dei tanti cialtroni mascherati (ne esistono a vendere).
Quindi bisogna aguzzare i neuroni e inventare qualcosa che non è neanche così difficile da escogitare; per esempio un bel cous-cous con le verdure, proprio come piace a me.
Sarebbe più semplice friggere melanzane e peperoni insieme in una qualsiasi padella antiaderente, però così facendo c'é il rischio che assorbano troppo olio, e l'olio va razionato a chi sta a dieta, dunque che fare? friggerle separatamente con la friggitrice.

18 febbraio 2008

val venegia

A -11° sotto zero puoi essere solo un mostro siderale per non accorgerti di cosa significa morire di freddo; che non è solo un modo di dire, succede davvero. Però per la val venegia si può fare, ne vale sempre la pena, soprattutto se la giornata è splendida. Comunque dopo 4 ore di assideramento selvaggio sono uscita illesa da questa elettrizzante esperienza e ho pensato con malinconia a quanto è bello dopo tutto il contatto caloroso con i propri simili.
E' così che ridiscesa di quota sono entrata in drogheria per comprare un banalissimo sapone, contenta di trovarmi intorno tanta bella umanità (??). Contenta almeno fino a quando una cliente che mi precedeva alla cassa non ha sborsato la bellezza di 150 euro, poi scontati a 120 in contanti, per fard, matite per occhi e rimmel vari. Invece di fuggire a razzo ha pagato senza batter ciglio (sicuramente ciglia false da almeno 40 euro l'una) tutta l'intera somma sull'unghia (sicuramente false anche quelle).
Giustamente la cassiera davanti a cotanto trucco ha pensato bene di controllare la veridicità dei soldi ricevuti, bigliettone per bigliettone.
A pensarci bene il freddo della val venegia era meno raggelante.

16 febbraio 2008

cronaca di una dieta disumana

Allora, qui la trippa si sta estinguendo, lentamente ma inesorabilmente, almeno fino a quando non mi verrà un attacco di pazzia che mi porterà a comprarmi un quintalozzo di formaggi vari da friggere nell'olio e spalmare su un altro quintalozzo di pane. Poi potrei pure morire, d'infarto ma con la panza piena, obesa ma felice. In attesa del lieto evento mi sto studiando alternative per rendere saporito il mio menù quotidiano, ma non è che si possano fare prelibatezze senza olio o senza (troppo sigh) formaggi vari. Così ho provato il tofu, che del formaggio ha solo l'idea: rien à faire. Allora ho provato a fare il sushi e purtroppo mi è venuto abbastanza bene; dico purtroppo perchè io so benissimo di esser capace di trasformare un alimento sano e leggero come le famose palline di riso a base di pesce in tante bombe caloriche a base di tutto.
Qualche giorno fa ho preparato la forma più semplice di sushi a base di tonno, e visto che non era male il mio cervello affamato e diabolico mi ha subito suggerito delle varianti assassine: per esempio, mi punzecchiava il satanasso, non sarebbe mica male un bel cilindrino di sushi avvolto in una fettina di melanzana fritta invece che nell'alga nori; oppure una bella pallina di sushi imbottita di crema ai 4 formaggi, o ancora un'altro cilindro di sushi farcito di omelette e n'duja piccante. E perchè non passarlo nell'uovo sbattuto, nel pangrattato e friggerlo poi in un bel litrozzo di olio bollente? il mio vulcanico encefalo non mi delude mai, quando c'è da elucubrare qualche porcata lo fa davvero.

15 febbraio 2008

nambino d'inverno

Basta un bel manto di neve a trasformare un paesaggio in qualcosa di diverso. Il lago nambino in estate è una cosa oscena affollata e rumorosa, e in inverno cambia aspetto, mostrando forse la sua vera particolarità: quella di un bel laghetto di montagna circondato da boschi e vette, silenziosi e solitari. Dove entrare in punta di piedi, in silenzio, cercando di lasciare meno tracce possibile e magari vergognandosi un po' della propria presunzione. Se poi non se ne è capaci meglio scorrazzare e rumoreggiare sulle apposite piste in folta compagnia.

9 febbraio 2008

bonjour noblesse!

Credevo ormai di essermi abituata ai vari "dio porco", "porco dio", "madonnega", "puttanega", "cazzo" qui e pure lì, "porca merda" e tutto il meglio della cultura italiota alla quale quotidianamente ci si espone anche solo appena si mette piede fuori casa.
Però però.....anche una come me che non è uscita dai migliori college di Oxford ogni tanto si trova a dover chiudere ermeticamente i padiglioni per non essere sopraffatta dal buzzurrimine.
Poi càpita che ti trovi in uno studio medico, o nello studio di un avvocato, o in un negozio del centro, o in un ufficio pubblico, lì dove secondo consuetudine dovrebbe trovarsi il meglio della società borghese; e finalmente ti rilassi, pensi di essere al riparo dalla volgarità con tutta quella bella gente intorno, ben vestita e dall'aspetto curato, serio.
Invece, proprio quando meno te lo aspetti, anche nel luogo più impensabile, c'è sempre un "dio porco", un "porca merda" e un "cazzo" che esce dalla bocca di un gentiluomo o di una leggiadra gentildonna a ricordarti in quale posto fine ed evoluto ti tocca vivere; e non sai se rassegnarti o redarguire il cinghialozzo a 2 zampe che si premura di riportarti così violentemente alla realtà.
Bleah.