14 dicembre 2008

Gene del mio gene

Ettore è un cordiale signore che va per fiere a vendere prodotti sardi e settimanalmente è presente col suo banchetto tentatore al mercato del sabato di Bassano del Grappa. I
 suoi sono forse gli unici prodotti davvero originali che ho trovato nei paraggi, quelli che io stessa acquisto durante le vacanze al mare, e i prezzi sono si alti, ma non troppo scandalosi. Immagino che anche il suo non sia un lavoro leggero, ma non è uso a bestemmiare una parola si e una no, cerca di farlo al meglio e basta.
Alla fiera di S.Lucia l'ho sniffato per la prima volta 2 anni fa e da allora ci incontriamo regolarmente 2 volte all'anno: una alla fiera di S.Lucia, appunto, e una alla fiera primaverile di S.Giuseppe.
Nulla è più libidinoso che mandare all'aria la dieta e stracciarla per codesta roba, altrimenti che li si perde a fare 19 kg, se non per poter fare la scostumata ogni tanto, ma molto più serenamente?

Dolci, formaggi, salumi


Formaggio di Gavoi


La cena è servita, affettata con le apposite posate.

10 dicembre 2008

se mezzo metro vi sembra poco

Trento, ore 16.10, e non è ancora finita.

8 dicembre 2008

serrada di folgaria

Ho trovato le case degli hobbit sull'altipiano di Folgaria. C'erano anche tanti tremendissimi orchetti abbigliati in modo osceno e con delle brutte calzature, che marciavano in fila ordinata verso degli infernali macchinari.
Venivano issati e caricati, portati in cima alla montagna e di lì si rotolavano a valle ridendo come idioti.
Gli orchetti pare adorino questo tipo di struscio reciproco ed è per questo che si danno appuntamenti collettivi sempre nei soliti posti e negli stessi periodi.
In estate per esempio si radunano preferibilmente in agosto sulle patrie spiagge dove fanno delle grandiose gare di cafoneria dove stranamente si classificano immancabilmente tutti al primo posto. In inverno infestano le località montane, con risultati identici, mentre una sempre più rilevante minoranza di orchetti snob ha imparato a strusciarsi anche nelle città d'arte. Mannaggia ai centri commerciali che non son capaci di trattenerli.

7 dicembre 2008

altipiano di folgaria

Per capire davvero quante tonnellate di neve son cadute è sufficiente spostarsi a pochi km dalla città. Un mare di neve.





6 dicembre 2008

panuozzo, mon amour



Impasto per pizza (fatto in casa of course) modellato a forma di ciabatta, cotto al forno, poi aperto e "imbuttunato" a piacere, rimesso in forno e poi pappato a 4 ganasce. In questo caso l'imbuttunamento consisteva in:
melanzane a funghetto con pomodoro, scamorza affumicata a dadini, un velo di gorgonzola, pancetta non troppo grassa.

Senza ritegno.


3 dicembre 2008

lago carezza, passo nigra


Dopo le grandi nevicate impensabile starsene in casa. Ma davanti ad un muro di neve impensabile inoltrarsi senza l'uso di un vero spalaneve. Ma davanti ad un muro di neve in un posto come questo non ci penso nemmeno all'utilità di uno spalaneve, molto meglio lasciare tutto com'è. Passeggiata lungo il sentiero delle legende fallita, ma gratificazione assai, comunque.

29 novembre 2008

non tutta la neve vien per nuocere

La neve per la città è come il trucco per una carampana: nasconde tante cose noiose, la fa sembrare nuova e incuriosisce.




La neve per la città è come un repellente: tiene lontani i perdigiorno che vengono solo per congestionare il traffico e la lascia finalmente vivibile ai suoi effettivi residenti.




25 novembre 2008

val cia, rifugio refavaie

Ricorda vagamente la val di Genova, con qualche vantaggio in più però: è meno fredda e non è frequentata, complice la lontananza da ghiacciai e da strade maestre.
Una manna per occhi e orecchie. Moltissime tracce di animali, tanto da sospettare fortemente che interi branchi di cervi, caprioli e colonie di lepri ci stessero spiando imboscati da qualche parte, ma nessuno che si sia mostrato a muso aperto. Da ritornarci.













19 novembre 2008

passeggiata che fai, quadrupede che trovi

Il trentino è un posto da cani, e non è un' offesa. Nella vivibile Trento è raro incontrare qualcuno che non abbia il suo accompagnatore peloso accanto, e anche la più malferma delle vecchine ne possiede uno, solitamente tignoso (leggi yorkshire), a volte penoso (leggi carlino), spesso normale (leggi meticcio).
Ma è nelle valli che si incontrano gli esemplari più belli, e in alta montagna spesso se ne incontrano di maestosi, particolarissimi per indole perchè visibilmente amati ma lasciati molto liberi. Così liberi che ho perso il conto dei cani incontrati durante qualche escursione che hanno liberamente scelto di mollare momentaneamente la loro zona per accompagnarci lungo un tratto del percorso.

Come questo san bernardo vistosamente pigro, materializzazione vivente del Nebbia di Heidi, che ci ha sniffati per bene appena scesi dall'auto, e poi ci ha scortato per un pezzo del sentiero che dal passo vallès porta al lago di cavìa.
Mi son chiesta sempre come mai tanta fiducia e socievolezza; adesso ho capito che non è nè l'una nè l'altra, semplicemente hanno voglia di farsi un giro in compagnia e lo fanno, quando e con chi vogliono loro, ma scordati che ti obbediscano o che ti diano confidenza.
Poi torni a casa e leggere sui giornali di tutti sti politicanti, gentucola, pseudogiornalisti, pseudointellettuali, pseudocapitalisti che farfugliano di libertà mentre ostentano il guinzaglio sperando di farsi accalappiare dal potente di turno per mettersi a servizio, ti fa venire dubbi cosmici su quale sia la razza superiore sul pianeta.

5 novembre 2008

lezioni di modernità e normalità

Mentre noi ancora blateriamo di immigrati, di extracomunitari, di classi separate, di comunisti, di cazzate enormi, gli americani ci danno una sonora lezione di savoir vivre mandando alla White House Barack Obama. Che invidia mi fanno.
Intelligente, colto, giovane finalmente, e pure bello, se non avessi visto e sentito con i miei sensi immagini e discorso non avrei potuto crederlo. Così, d'ora in avanti, quando il mondo intero penserà agli Stati Uniti avrà in mente la bella faccia di Obama; mentre quando penserà all'Italia avrà in mente la faccia liftata (e ciononostante incartapecorita) del dinosauro che ci portiamo dietro di elezione in elezione, da troppo tempo a questa parte.
Stravotato e adorato come un totem da un popolo stravecchio di mentalità, anacronistico oggi più che mai, che ogni volta che lo vedo e sento mi viene lo schifo; datemi un sacchetto per vomito, formato extra.



30 ottobre 2008

habanero a trento (via Africa)

E poi che gli immigrati non sono un tesoro. Proprio quando ho finito le scorte di habanero de Roma ho trovato tanti altri cari demoni nel negozio di prodotti asiatici di via Romagnosi, gestito da una bella e cortesissima coppia mista: lui trentino, lei thailandese.
E si che lo frequento da almeno 2 anni, però questa bella panoramica di habanero mi era sempre sfuggita, fino ad oggi.

Mi è stato detto che questi arrivano dall'Africa, e per me vanno benonissimo. C'è di tutto da tutto il sud sud-est del mondo: diversi tipi di riso (per sushi e per altre preparazioni), pasta, salsa di soia classica, iposodica e dolce, zenzero, curry e spezie a iosa, rafano, verdure fresche ed essiccate, e altri innumerevoli prodotti per sbizzarrirsi in cucina e ampliare il proprio panorama gastronomico, nonchè il proprio girovita.

plumcake di banane con noci


L'idea del plumcake di banane alle noci viene invece dagli Stati Uniti e io ho avuto la fortuna di apprezzarne uno fatto proprio da un'americana.
Quello fatto da me è abbastanza simile nel gusto, cambia la qualità delle noci e ovviamente l'aspetto: il suo era bello a vedersi e ottimo a mangiarsi, il mio è tremendo a vedersi e decente a mangiarsi. 2 banane mature 140 g zucchero 2 uova 180 g farina 50 g burro 90 g noci tritate lievito per dolci Mescolare il burro ammorbidito con lo zucchero e le uova; aggiungere le banane schiacciate, la farina setacciata con il lievito e le noci. Si può aggiungere del cioccolato fondente.
Cuoce 50/60 min a 180° .

29 ottobre 2008

Datemi una malga, por favòr

Per svolgere la mansione di assistente bibliotecario categoria C ( con uno stipendio annuo attorno ai 21.000 € ) madre provincia di Trento chiede assai.
Queste sono le materie d'esame :
  • biblioteconomia con particolare riferimento ai servizi, all'organizzazione, gestione, funzionamento della biblioteca di ente locale e al funzionamento delle reti di cooperazione tra biblioteche; bibliografia.
  • principi e tecniche di gestione delle raccolte bibliografiche.
  • comunicazione e promozione dei servizi della biblioteca e della lettura.
  • ideazione, progettazione e gestione di iniziative culturali.
  • conservazione dei beni librari.
  • normativa sull'ordinamento ed il funzionamento delle biblioteche con particolare riferimento alla legislazione provinciale e al regolamento della biblioteca comunale ( circa 220 pagg. di norme e disposizioni, a voler minimizzare ); norme di tutela della privacy e del diritto d'autore.
  • storia e letteratura contemporanea.nozioni di storia locale.
  • editoria italiana contemporanea per adulti e ragazzi.
  • nozioni di archivistica.
  • nozioni di diritto costituzionale e amministrativo con particolare riferimento al procedimento amministrativo.
  • nozioni sull'ordinamento dei comuni nella regione.
  • nozioni sul rapporto di lavoro dei dipendenti dei comuni della regione.

19 ottobre 2008

I Falconieri del Re

I Falconieri del Re, giunti da Siena a Sopramonte per la festa dei giorni delle Rimanie, hanno dato un piccolo assaggio di quello che son capaci di fare con i rapaci semi addomesticati. Nella piccola piazza si sono esibiti in un breve ma affascinante spettacolo che ha visto protagonisti una poiana, un falco e un barbagianni che si sono cimentati in voli alti e radenti da invidia verde.

GUFO REALE INDIANO


GUFO REALE INDIANO


POIANA


FALCONI INCAPUCCIATI


14 ottobre 2008

piovono castagne...

Mentre vagavo raminga per boschi in cerca di un cumulo di neve in cui infilare il cranio in fumo mi sono imbattuta in tanti trovatelli sperduti.



Alcuni mi sono caduti tra le braccia direttamente dalle fronde, e io li ho subito accolti nel capiente zainetto. Alla fine ne ho raccattato 1,350 kg in meno di 3/4 d'ora. Presto li metterò al caldo, sperando che non siano abitati.

7 ottobre 2008

convegno del CICAP "eppur si crede"

Non ho potuto partecipare al convegno organizzato dal Cicap a Padova il 4/5 ottobre (che occasione persa, sigh), ma mi hanno mandato un succinto resoconto di quello che è stato focalizzato durante i dibattiti.
Sul sito di Paolo Attivissimo presto saranno disponibili anche i video della conferenza; vale la pena ascoltare cosa hanno da dirci. Tra l'altro concordo al mille per mille con lui: quando si ha a che fare con gente ottusa per troppo tempo, non c'è niente di meglio per restaurarsi i neuroni che incontrarsi con persone sane di mente, ragionevoli, equilibrate e colte. Magari potessi vivere circondata da gente così 24 ore su 24.


All'alba del XXI secolo, tra missioni nello spazio, straordinarie nuove scoperte scientifiche e progressi della medicina, non solo sopravvivono ma prosperano credenze irrazionali e superstizioni degne del medioevo.


29 settembre 2008

val Campelle - passo val cion

Approfittando della giornata del FAI c'è uscito un giro a castel Thun, luogo che da sempre contavamo di vedere. C'era una bella vetrina di oggettistica nel cortile all'interno delle mura: alabarde, mazze ferrate e spadini, ma anche cannoni in miniatura e pistole d'epoca che ricordavano tanto il famoso spingardone impugnato da zio paperone per scacciare bassotti, esattori, creditori e nipotastri esosi. Tutto a modico prezzo.
Non è ancora terminato il restauro delle stanze, per cui soltanto gli esterni sono visitabili. Per vedere tutto bisognerà aspettare ancora almeno 3 anni (così ci han detto).

mazze per famiglie


27 settembre 2008

SULLE REGOLE di Gherardo Colombo

Incontro con GHERARDO COLOMBO.

Gherardo Colombo è un gran signore di cui si è perso lo stampino, che nonostante la stanchezza dovuta ad altri 2 precedenti dibattiti, ci ha impartito per ben 2 ore una rigenerante lezione di civiltà.
L'incontro è stato bellissimo perchè Colombo non si è limitato ad enunciare dall'alto le sue teorie ma ha cercato di coinvolgere il più possibile il pubblico facendoci domande continue per costringerci a ragionare da soli, mettendo anche a nudo le nostre ipocrisie, piccole e grandi, e il nostro dire “si, si” convinto al rispetto delle regole, salvo poi fare esattamente il contrario alla prima occasione da noi ritenuta eccezionale. Impresa ardua.

Era dai tempi delle lezioni di filosofia col grande Andrea de Giorgi che non assistevo ad un tentativo così ben riuscito di scuotimento delle menti intorpidite.
Più che una sonora lezione di civiltà una seduta psicoanalitica.
E fatta in perfetta lingua italiana senza nemmeno una volgarità, che è una cosa che apprezzo sempre più raramente.


23 settembre 2008

cucina orientale

Per fare una sorpresa a chi non teme i sapori forti e esotici ho rispolverato questa ricetta che mi insegnò una carissima amica, ora (purtroppo per me) rientrata al suo paese.
Ricordo che la preparò davanti ai miei occhi in un batter d'occhio, e me la servì con un contorno di riso bianco cotto a vapore come solo i giapponesi sanno fare.
Tagliò a tocchetti un misto di carne di pollo e maiale e lo mise a marinare con salsa di soia e forse mirin.
 Nel frattempo affettò una mezza melanzana e un peperone verde, da parte mise la fecola di patate e il curry.
Poi infarinò la carne marinata con la fecola e la mise in una padella con olio ben caldo, aggiungendo successivamente i dadini di melanzana e peperone verde.

22 settembre 2008

ooopsss...la mafia anca ci, ostrega!

Risale alla vigilia dello scorso ferragosto un vivace battibecco tra noi e un esemplare di postino fulminato.
- "Belli miei, qui ci sta la mafia esattamente come giù" ci disse sconsolato.
- "Ma va là, tu sei terrone esattamente come noi, dovresti sapere bene cosa è la mafia" fu la controrisposta .
- "E io vi dico che qui c'è mafia esattamente come giù, si nota di meno perchè non ti sparano, però ti bucano le ruote, ti tagliano i meli, ti incendiano le ville......l'unico motivo per cui non è visibile è che la provincia dispone di così tanti soldi che può distribuirli ad amici e compari e dopo, con quel che resta, può anche permettersi di fare le cose che deve fare per la gente. Ma se i soldi fossero di meno si vedrebbe esattamente come si vede giù, ve lo dico io...
- " Ma che dici, dai, diciamo che se non stanno attenti diventeranno esattamente come il meridione d'italia, ma mafia è una parola un po' grossa..."
- " E io vi dico che la mafia c'è, forse in città si nota di meno, ma c'è, se non appartieni al loro giro ti fanno fuori".

21 settembre 2008

a proposito di diete

Il peso ideale non è quello consigliato dalle bilance elettroniche in farmacia: per sapere qual'è realmente il peso ideale è sempre cosa buona e giusta rivolgersi ad un medico competente che lo valuterà considerando altezza, età, massa grassa, massa magra, massa ossea, metabolismo, alimentazione, attività fisica, eventuali malattie ed eventuali assunzioni di farmaci.
Naturalmente me ne sono fregata del peso ideale consigliatomi dall'esperta (troppo alto) e senza arrivare a quello suggeritomi dalla bilancia sono arrivata a quello che io ritengo debba essere il giusto peso per me. Cioè quello che mi consente di navigare abbondantemente in una 44, come ho sempre fatto prima del grande big bang.

20 settembre 2008

Habanero de Roma

La cosa migliore per preservare la propria salute mentale al rientro da una gran bella vacanza è trovare qualcosa di piacevole anche lì dove ci tocca di vivere.
Prima di tutto ricontattare i pochi ma buoni, con cui consolarsi. E' stato così che una coppia di simpatici americani mi ha comunicato la loro improvvisa partenza per Roma; con grande goduria ho ritirato fuori tutte la mappe e le guide in mio possesso e le ho elargite a piene mani, e già che c'ero mi sono lustrata gli occhi riguardando le 320 foto che mi son portata a casa.

12 settembre 2008

CAPUT MUNDI

Che sberla incommensurabile rientrare nella riserva dopo i giorni passati a Roma; e mentre speravo in un rientro soft, fatto attraversando gradualmente l'italia come tante camere di decompressione per riabituarmi gradualmente all'aria schizopadana, ho avuto invece uno shock quando ho scoperto con orrore di dover viaggiare in vagone con un padano doc. Che angoscia.
Il simpatico troglodita (ovviamente in giacca e cravatta e dall'aspetto “perbene”) si è faticosamente trattenuto dal mostrarsi apertamente sino alla stazione di Bologna; dopo di che è tracimato come un fiume in piena: ha cominciato ad esprimersi col suo interlocutore nel modo che gli è più congeniale, e cioè a suon di “merda, coglione, cazzo, figlio di puttana” e tutta un'altra serie di combinazioni volgari da voltastomaco anche per me.
Man mano che sentiva aria di casa ha cominciato a degenerare a vista d'occhio, tanto da farmi pensare che di lì a poco avrebbe cominciato a grattarsi voluttuosamente lo scroto e a scaccolarsi attaccando i suoi reperti organici sotto i tavolini.

30 agosto 2008

val borzago: rifugio "ongari" carè alto

1200 metri di dislivello spalmati su 3 ore di camminata, tutti in salita non sempre ripida, ma costante e soprattutto interminabile. Si parte dalla località pian della sega (?!) e subito si comincia a salire. Dopo circa 2 ore si comincia a intravedere il rifugio, ma è solo un miraggio, ci vuole ancora un'ora di torture prima di approdarvi.
Il rifugio è carino, i proprietari gentili, il cagnone che ci ha accolto un bel tipo. Direi che con quest'ultima ascensione ho concluso la stagione delle pene. Programma di domani: escursione dal letto al divano + arrampicata al frigorifero e deviazione per la dispensa; frittatona di cipolle, birra e rutto libero (alla Fantozzi) ; telefoni spenti e tv e computer accesi, possibilmente contemporaneamente.
Partenza dal parcheggio a pian della sega (1260m): h 6.40
Arrivo al carè alto (2460m): h. 9.40
Dislivello: 1200m
Ammortizzatori (ginocchia): da restaurare
Tipologia: escursione lunga e faticosa; fatta una volta, fatta per sempre.

Stria


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29 agosto 2008

rifugio e lago antermoia

Di tutte le escursioni fatte questa è quella che ho sudato di più e di cui non serbavo un buon ricordo. E non è che ricordavo male, è proprio tremebonda. Il sentiero che da Mazzin porta al rifugio Antermoia è ripido, faticoso a salirsi e pericoloso a scendere (è franoso), soprattutto il primo tratto che porta alla località camerloi; in questo primo pezzo del lungo tragitto si giocano circa 900 dei 1150 metri di dislivello, e son da fare in fretta, altrimenti non se ne esce più.
Proprio su questo sentiero ci ha lasciato l'anima un povero escursionista non più di 2 settimane fa. Il segreto per non morire di stenti è partire all'alba, in modo da non trovarsi nel bel mezzo della faticosa salita con una temperatura che, pur se non eccessivamente alta, può provocare infarto. Gran finale al rientro con ruzzolone stile Will Coyote; comunque è bello.
Partenza dal parcheggio di Mazzin (1340m circa): h 6.45.
Arrivo al rifugio antermoia (2490m): h 9.35 ; per il lago ancora 2 minuti.
Dislivello: 1150m.
Incontri significativi: una colonia di marmotte al camerloi. Probabilmente prima delle 9 del mattino hanno i riflessi lenti e si muovono solo col pilota automatico perchè, molto educatamente, non ci hanno fischiato e si son lasciate fotografare manco fossero modelle.
Un gruppo di giovanissimi ragazzini, tra cui un bambino piccolo, che con l'accompagnatore zompavano spensierati da una roccia all'altra, dopo essere scesi dal passo di antermoia (2770m) : bella forza, mica portavano zaini pesanti, loro.
Tipologia: escursione massacrante, da non fare più di una volta ogni 3 anni. Lo consiglierei solo a qualcuno che mi stesse davvero sulle balle.

Sassolungo e Sassopiatto


lago antermoia


28 agosto 2008

laghi moregna, delle trote e brutto

Una telefonata all'APT di Predazzo per chiedere informazioni sulla sterrata per la valmaggiore (“andate, andate tranquilli” ci è stato detto), poi non si sa cosa sia successo tra domenica scorsa e oggi, comunque la strada è stata aperta al traffico privato. Meglio non indagare e cogliere l'occasione per fare una di quelle passeggiate che son sempre rimaste in sospeso causa maltempo: il giro che dalla malga valmaggiore, nel Lagorai, porta ai laghi moregna, delle trote e brutto, fino alla forcella coldosè.

Partenza dalla malga valmaggiore (1620m) h 7.30
Arrivo al lago moregna (2081m) h 8.30
per il lago delle trote (2100m) calcolare altri 30 minuti circa dal lago moregna
per il lago brutto (2200m) calcolare altri 30 minuti circa dal lago moregna
per forcella coldosè (2180m) circa 45 minuti dal lago moregna
Dislivello totale 550m circa
Tipologia: escursione semplice, non faticosa, molto panoramica.

lago delle trote


lago brutto


lago moregna


27 agosto 2008

lago iuribrutto

Il lago fa un po' onore al nome che porta: non mi è piaciuto.  L'unico evento degno di essere ricordato è l'incontro con 3 cervi (proprio cervi, non caprioli) lungo la strada per il passo vallès. Non è comunissimo incontrarli, contrariamente a quanto si crede.
Partenza dal parcheggio malga valazza (1900m circa): h 7.40
Arrivo al lago juribrutto (2200m): h 8.50
Dislivello: 300m
Tipologia: passeggiata non faticosa ma da depennare; brutto il percorso e bruttino il lago, mi aspettavo di meglio, vista la zona.

25 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 9° giornata con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro

L'ITALIA A PIEDI
incontro con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio lauro, disturbati dalla Banda Osiris.

Un Claudio Sabelli Fioretti stracciato dal pomeriggio trascorso con Marco Travaglio a Gallio (VI), ha concluso ieri sera l'edizione di "Lavaronestate 2008 il lago, un libro". Insieme a Giorgio Lauro e alla Banda Osiris ci ha parlato del suo ultimo libro “a piedi”, la cronaca del loro percorso a piedi lungo l'italia che li ha portati a percorrere 659 km, da Lavarone a Vetralla (VT). Come di ogni viaggio che si rispetti non è mancata la proiezione di diapositive con commenti e descrizioni. La Banda Osiris ha suonato e cantato (benissimo) e fatto cabaret (divertente), per nulla demenziale o scontata; non siamo stati trattati come un pubblico mediocre di bocca buona e questo è tutto merito di Sabelli, credo. Saluti conclusivi con la promessa di rifare tutto l'anno prossimo.