24 novembre 2007

Un giorno di (stra)ordinaria maleducazione (2)

Se questo è un vigile

Automobilista sfigato : -Ci sono delle auto parcheggiate in divieto di sosta davanti all'accesso del parcheggio condominiale, non posso entrare.
Centrale dei vigili urbani: -Il passo carraio non è segnalato quindi non c'è divieto di sosta anche in presenza dello scivolo di accesso alla carreggiata; sul lato destro si può sostare.
Automobilista sfigato:-Scherza?
Centrale dei vigili urbani: -No .
Automobilista sfigato: -Guardi che c'è il divieto di sosta segnalato poco più avanti, sono in mezzo alla strada nel tentativo di entrare al parcheggio privato e sto intralciando la circolazione.
Centrale dei vigili urbani: -Allora liberi la circolazione altrimenti mandiamo una pattuglia a sanzionare prima lei e poi gli altri. E dico sul serio, non sto scherzando.
Operatore della centrale telefonica della polizia municipale, colloquio avvenuto tra le 12.08 e le 12.13, Trento, sabato 24/11/07.
Ora, mentre è ammissibile la cialtroneria di un pinco pallino qualsiasi, non è altrattanto ammissibile l'ignoranza di un agente del corpo municipale al quale bisognerebbe consigliare un ripasso veloce del c.d.s art 158 comma 2 lettera g. Chissà con chi credeva di parlare.
Così l'automobilista sfigato si precipita alla centrale di polizia municipale, chiede di poter parlare personalmente con quel fenomeno che afferma che si! si può finalmente parcheggiare ai bordi della strada davanti agli scivoli di accesso alla carreggiata, anche se siamo in città, anche se siamo a Trento, anche in presenza di un cartello di divieto di sosta. Ma il fenomeno è irraggiungibile, in vece sua parla il commissario servizi esterni che ribadisce che se la zona non ha dei vincoli particolari, se l'auto parcheggiata non ingombra la circolazione, se è parcheggiata nel giusto senso di marcia, allora sul lato destro della carreggiata si può parcheggiare, ma effettivamente non è questo il caso ed effettivamente occorre una pattuglia ed effettivamente un minimo di ragione ce l'ha, l'automobilista sfigato. Che vorrebbe soltanto veder rispettato il suo diritto a rientrare a casa sua quando e come gli pare senza dover chiedere favori a nessuno.
Questo in sintesi quanto è avvenuto un sabato mattina di ordinaria follia. Uno vorrebbe rientrare a casa sua dopo essersi alzato alle 5 .15 e dopo 6 ore di onesto lavoro, e si sente rispondere in questo modo da chi avrebbe il compito di regolare il normale traffico di una piccola città dell'efficentissimo nord. Resta da capire come dovrebbe comportarsi allora una persona che trova un auto parcheggiata davanti all'accesso del suo parcheggio. E' sabato, piove che dio la manda, è mezzogiorno passato, può sempre approfittare e andare a pranzo al ristorante senza portarsi la moglie dietro. Oppure può sempre farsi un giro per questa magnifica città di Trento e ammirarne le bellezze locali e artistiche, e che diamine! potrebbe anche farsi un giro panoramico sul lung'adige di via s. Severino, ma correrebbe il rischio di trovare anche lì auto di clienti e consumatori di vario tipo parcheggiate ai lati della strada in attesa del loro turno.

20 novembre 2007

festa del corpo o festa del porco?

Tutte e due. Nel senso che il corpo della polizia penitenziaria ha festeggiato il suo santo patrono all'interno della (bella) sala Depero del palazzo della provincia. Alla presenza del questore, del procuratore capo (che drago), del sindaco, del presidente del consiglio provinciale, del presidente della giunta provinciale (che figura barbina che ha fatto), del capo della polizia municipale e di vari rappresentanti di altre forze armate (carabinieri, esercito e finanza), hanno ricevuto un riconoscimento speciale 3 agenti, encomiati personalmente dal direttore locale. E questo è il resoconto della festa del corpo. La festa del porco invece è quella che è andata in scena nella sala sotterranea dove è stato allestito il buffet in onore dei festeggiati e di tutti gli invitati. Alla faccia della dieta mi sono ingozzata di tutto il mangiabile a disposizione, facendo onore alla faccia da panettone che ormai mi ritrovo. E questa è stata la mia festa.

10 novembre 2007

un giorno di ordinaria maleducazione (1)

Nell'estremo nord Italia, dove essere considerati italiani è quasi un insulto o un handicap, in quel di Trento, ogni sabato mattina si ripete il più italiano dei riti: il parcheggio selvaggio. E' sufficiente il profumo di un polletto allo spiedo per trasformare dei cittadini dall'aria severa, compunta e perbene in masse che accecate dalla fame perdono qualsiasi dignità. Una lunga fila di auto parcheggiate ai bordi della strada, davanti agli accessi dei cortili privati, ingorga il normale traffico e intralcia la circolazione dei mezzi pubblici; peggio: costringe i pochi abitanti della zona che se la sentono, a scendere allo stesso livello dei cafoni proprietari di quelle auto. Dimostrando perfettamente che anche l'uomo trentino, lasciato in balia di se stesso, senza nemmeno un vigile che lo riporti in sè, è capace di qualsiasi napoletaneria. Guai a farglielo notare però: capace che vi diano del "crucco"

2 novembre 2007

a futura memoria

Bel reportage da Cagliari ieri sera in TV. Una città di mare abitata da squali, esattamente come la ricordavo. Peccato non poter disporre ancora di un videoregistratore, sarebbe bello avere quel documentario sempre a portata di mano, così quando vengono quelle patologiche romantiche nostalgie lo si riguarda e ci si ricorda bene per quale santo motivo si è mandata affanculo terra e famiglia e si è fuggiti a razzo, che ogni tanto la memoria fa brutti scherzi. Ha torto il giudice tedesco, i sardi non hanno alcuna peculiarità derivante dalla loro etnia, sono diventati esattamente uguali a tutti gli altri squali che infestano il pianeta a tutte le latitudini. Altro che arretrati.

1 novembre 2007

i rimedi delle nonne...


Imparerò anche questo: sciroppo di pino mugo, fatto con le piccole pigne resinose lasciate macerare nel miele o nello zucchero sotto il sole estivo. Funziona contro la tosse secca e persistente, quella che fa venir voglia di infilare una mano giù per la trachea e estirparla una volta per tutte. Il pino mugo è una pianta bassa che cresce a quota media e non è difficile da individuare; credo di poter reperire tutti gli ingredienti tranne uno: il sole estivo.Questo vasetto è una gentilissima e graditissima concessione da parte degli "ORSI".