5 dicembre 2018

non son tutti Vatanen

Chissà cosa ne avrebbe pensato il buon Arto Paasilinna di questa storiaccia. Lui che sull'investimento e il salvataggio di una lepre ci ha ricamato uno dei libri più belli che ho letto.

Magari ci avrebbe scritto 2 righe di sfottimento su questi primati pasciuti, come solo lui sapeva.

3 dicembre 2018

full rogna jacket

Torno in val di Fiemme per una cena al Maso Tito Speck. Ci torno con l'angoscia di trovare la mia valle preferita devastata, sapendo pure che i fiemmesi han votato in massa la lega. Ma non porto loro rancore, anzi, continuo a voler loro un bene quasi ancestrale, MALEDETTI.

Per quel che si può, si cerca di sostenere l'economia locale.

So che al Maso il menù è carnivoro, ma una volta ogni tanto mi va ancora bene.
E continua ad andar tutto bene finché l'argomento dibattuto tra i commensali non verte proprio sul menù e sui piatti tipici.
È successo che qualcuno molto sprovveduto ha sventolato l'appropriatezza dell'idea (pur non assecondandola) di allargare i menù ad altre esigenze, per far contenti i turisti che dopotutto portano soldi.
Lo sprovveduto non ha capito che mi ha incontrata nel periodo, nel giorno, nell'ora e nel pianeta sbagliatissimi.
Pur avendo viaggiato al buio, lungo il tragitto Trento-Daiano ho visto i boschi diradati a bordo strada, e tanto mi basta per rimacinare la rogna.

29 novembre 2018

tutto ok?



Letto questo su un forum di montagna (più scialpinistico che escursionistico), partiamo speranzosi per la val dei Mocheni. Io con il desiderio di vedere finalmente qualcosa di normale, il Mistico sempre col desiderio di zittire la mia lagna continua, o perlomeno di mettere quanta più distanza possibile tra i miei frignamenti e le sue orecchie surriscaldate.

26 novembre 2018

tracce di animali e rumori di bestiacce

Perlustrazione sui monti della Valsugana, da Torcegno alla località Cinque Valli.
Non sento e non vedo uccelli a nessuna ora del giorno, ma nonostante il silenzio tombale (a parte gli spari) direi che la fauna si sta riprendendo, almeno quella che è sopravvissuta all'uragano e quella che sta sopravvivendo ai cecchini bestiali.
Eggià, perché 'sti quadrumani continuano a braccare come se niente fosse. Invece di persistere ad innaffiarsi le trippe al bar con grappe e simili, vanno stressando ulteriormente i sopravvissuti che stanno cercando di riorganizzarsi per far fronte all'inverno. Se non è indecenza questa.
Visti e sentiti almeno 4 cecchini, anche all'imbrunire. Proprio senza ritegno.

22 novembre 2018

e il più commentato è ... l'incontinente!

Notizia gravissima, a mio modestino parere.
Primo perché sono coinvolti spacciatori di quell'area lumbard che -ormai lo sanno anche i muri decrepiti- è stata bellamente colonizzata da quei calabresi e di cui gli amministratori leghisti non dicono stranamente nulla.
Secondo perché i colonizzatori hanno cercato e soprattutto trovato delle emerite teste di ØØØ  ponte autoctone per aprire una filiare del loro stile di vita in Trentino.

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/spaccio-in-val-di-fiemme-16-arresti-e-bar-sigillato-1.1820446

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/tutto-partiva-da-un-bar-di-castello-molina-smantellata-la-banda-fiemme-composta-da

http://www.ladige.it/news/cronaca/2018/11/20/maxi-operazione-antidroga-campo-250-carabinieri

Mica dei dilettanti eh. Molto spregiudicati, pronti a portare l'assalto direttamente in caserma.

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/volevano-fare-unincursione-nella-caserma-dei-carabinieri-di-cavalese-la-banda-era

http://www.ladige.it/territori/fiemme-fassa/2018/11/22/piano-rubare-droga-sequestrata-carabinieri


Ne hanno parlato tutte le principali testate locali, ma gli indigeni sembrano concentrati solo sull'immigrato che ha pisciato sui muri della chiesa o sui pericolosissimi aspiranti profughi pakistani che il nuovo governatore vuole buttare in mezzo alla strada perché privi (forse) dei requisiti.

http://www.ladige.it/territori/trento/2018/11/18/santa-maria-notte-pip-basilica

http://www.ladige.it/news/cronaca/2018/11/21/fugatti-stranieri-rimpatriare

Ma davvero davvero pensano che siano più pericolosi gli immigrati di quest'altra gente? davvero davvero? davvero davvero? MA DAVVERO DAVVERO??

Io intanto continuo a chiedermi: ma perché la tempesta, invece di abbattere milioni di alberi che non hanno mai fatto nulla di male, non ha falciato qualche miliardo di teste di cazzo? Perché?

18 novembre 2018

la vita ai tempi del masochismo

Dice che 7 sono le fasi di elaborazione del lutto:
  1. rabbia
  2. ribellione
  3. negoziazione
  4. ricerca di spiegazioni e soluzioni
  5. depressione
  6. accettazione
  7. speranza*

Per quanto riguarda la dipartita dei boschi, io -personalmente-, ho scavalcato tutti gli stadi intermedi saltellando dalla fase 1 direttamente alla 5 e viceversa, in una danza letale che credo che ballerò a lungo. Altro non so proprio che fare.
E poi io son fubbbba. In tutti i lutti che ho dovuto elaborare, se e quando approdo a fatica alla fase 6 mi impongo di ricominciare da capo rievocando le cause e le eventuali responsabilità delle disgrazie, sicché la rogna è perpetua e senza soluzione. Sarà perché ho paura di dimenticare, e quindi la rievocazione mi serve per evitare di fare o ripetere errori, e anche per mantenere viva l'incazzatura. Che io il codice barbaricino ce l'ho nel DNA mica così, tanto per dire.

[*la fase 7 non è prevista dai miei neuroni]

12 novembre 2018

divertissement

Come dice il detto "se il beduino non va alla montagna e neanche la montagna va dal beduino, allora il beduino si rincojonisce". No, aspè "si impicca". No vabbè, meglio che il beduino si cerchi un diversivo.

Toh, i peppers!

Quello più appuntito tra i gialli è un bel Fatalii, uno dei miei preferiti. Bello tosto. L'ho presentato ad uno spicchio d'aglio e a un mazzo di spaghetti e han socializzato molto bene. Il palato ha gradito.

8 novembre 2018

in-sana(torio)

Dopo 6 giorni mi faccio convincere a rimettere il naso fuori città ad un paio di condizioni:

1) non si va sui luoghi dei disastri a fare i guardoni delle tragedie
2) non si va sui luoghi dei disastri a rompere i cojoni a quelli che ci stanno rimediando
3) insomma, non si va a rompere i cojoni, e basta

Con queste premesse era scontato che si sarebbe rimasti a casa anche nell'unico giorno con condizioni meteo semi clementi, ma il Mistico ne deve avere le balle talmente piene dei miei piagnistei che si è inventato un'uscita a bassa quota pur di zittirmi per almeno una decina di ore.

Girello nell'ameno paesino di Gufidaun/Gudon a nord di Bolzano, e poi alla sagra della castagna a Velthurns/Velturno.

A Gufidaun le prime risate liberatorie.
Mentre si bighellonava nel centro del paesino deserto arriviamo alle porte di un maniero dove campeggia una bella statuina dedicata a San Giovanni Nepomuceno (1340/1393).
Scrivono che "fu proclamato santo protettore delle persone in pericolo di annegamento e dalle alluvioni". Se c'era bisogno di un'ulteriore prova che son tutte menate ... a meno che il lavativo attualmente non sia a spassarsela a Tahiti, o giù di lì.