4 aprile 2017

immer über alles

Due cose sono famose al Borgo Roma di Verona: la maestrìa dei chirurghi nel rimuovere anche i tumori più inestricabili e il rancio che passano dalle cucine. Eccellente la prima, più che pessimo il secondo.

Durante queste ultime 2 settimane che ho trascorso praticamente lì, inchiodata al letto del fratello, ho sentito le definizioni più fantasiose per classificare la brodaglia che rifilano ai disgraziati: dall'educato sbobba indescrivibile al risciacquo di vomito, passando da acqua del bidet (usata ovviamente), acqua sporca senza sale, emetico, purga e associazione a delinquere.
Chi può scende zitt zitt al bar a sgraffignare qualcosa; bar che fa molti soldi, da quel che ho visto.
Tra i prigionieri è nata una bella solidarietà, tutti uniti in nome della comune resistenza al micidiale intruglio. Ho anche intuito un fiorente traffico sotto banco di olio, sale, formaggio grattugiato e pangrattato, tutti rimedi messi su per sopperire all'indicibile saporaccio.

Un vecchierello trentino, nella stessa stanza di mio fratello, il giorno dopo l'intervento delirava di maialini allo spiedo (chissà che gli ha raccontato quell'altro).
Il secondo giorno ha sniffato la sbobba e ha sibilato un sommesso “diopporco”.
Il terzo giorno ha mandato un SOS alla moglie che si è presentata così munita: nipote al seguito a far da scudo umano, tovaglietta stile picnic, contenitore stile borsa frigo, faccia aggressiva stile “provate ad avvicinarvi”. Ha apparecchiato sul letto e ha tirato fuori: patate tiroler style (dal profumo direi condite con cipolla e speck), gnocchetti, formai de malga, cappuss, trota e rucoletta.
Il quarto giorno il signore era visibilmente resuscitato e il quinto giorno già in piedi pronto ad una fuga strategica.
Dopodiché l'hanno spostato in un'altra camera del reparto prima che i compagni di stanza lo copassero annegandolo nelle loro sbobbe. Ma temo che la sua esecuzione sia solo rimandata.

3 aprile 2017

la bellezza incrocia la poesia

Periodo molto ansiogeno.
Vado a cercar conforto nel catalogo musicale e lo sciagurato mi risponde così:


con Kurt Cobain che canta(va) David Bowie.
(addà passà 'a nuttata)

21 marzo 2017

alla Bonner Hütte (2340m)

Anche a est, la situazione neve non è granché, mentre il ghiaccio abbonda.
Così, ciaspole a riposo, questa stagione. In compenso i ramponcini sono usciti tantissimo.

Da Dobbiaco, seguendo le indicazioni per la valle san Silvestro, parcheggio a Kandellen (1580m).
Per la  Bonner Hütte col segnavia 25.
Molto gradita la segnalazione della pendenza dei 2 sentieri che portano al rifugio.

28%




17%



In quota ...



Bella vista sulle dolomiti di Sesto






Le inconfondibili 3 cime.








È un rifugio che ancora resiste alle mire di ammodernamento, ma visti i coproliti che stanno spuntando qua e là anche sui monti tirolesi, non mi stupirei se tra qualche anno lo ritrovassi sostituito da qualche cubo sbilenco progettato da un depravato in odor di alcolismo.
Ecco, l'ho detto.

24 febbraio 2017

22 febbraio 2017

Verona, che sorpresa

Se si entra all'ospedale Borgo Roma di Verona non è per una malattia semplice. È un centro specializzato per la cura dei tumori, quelli tosti, quelli che spesso sono qualificati come incurabili.

Ci ho accompagnato un famigliare stretto, insieme alla sua forte compagna, e il Mistico (quello meno emotivamente coinvolto di tutti e quindi più razionale) a farci da autista/guida.

Pare che i veronesi abbiano il dono di intuire l'angoscia dei pazienti e relativi famigliari che arrivano da tutta Italia per avere una speranza di sopravvivenza. Un'empatia rassicurante che non ci si aspetta in un comune amministrato da un sindaco leghista al secondo mandato, in una regione governata da un presidente altrettanto leghista.

Intanto coloro che arrivano a Verona per motivi di salute NON devono pagare la tassa di soggiorno.
Ci sono b&b, affittacamere e locande disseminate in zona ospedaliera, che fanno pure prezzi convenienti proprio per questa categoria di persone.

Ci ha stupito la disponibilità e il garbo di tutte le persone a cui abbiamo chiesto informazioni di ogni tipo.
Mi piacerebbe incontrare di nuovo la ragazza che una sera ci ha indicato una bella pizzeria in cui mangiare, per ringraziarla e dirle che abbiamo molto gradito che non ci abbia spedito da un kebabbaro qualsiasi. Il locale era accogliente, il personale (tutti italiani) gentilissimo, la pizza buona (non abbiamo passato la notte a bere, il che significa che almeno la lievitazione era fatta bene).

Anche noi però abbiamo portato una sorpresa: un tumore primario con diffuse grosse metastasi, che 7 mesi fa era stato classificato come incurabile, dopo 6 mesi di chemio si è ridotto di più del 50%, passando da una condizione di inoperabilità (e quindi morte sicura nel giro di pochi anni) ad una condizione di operabilità con buone prospettive di allungamento della vita. Un risultato eccezionale che ha lasciato increduli i pur navigatissimi oncologi veronesi. Roba da finire sulle riviste specializzate.

Off Topic
A tutti i complottisti e sostenitori di metodi alternativi che dicono che la chemio è veleno e non serve a nulla: possiate crepare al più presto e liberarci della vostra malefica presenza. Spero che se càpiti a voi decidiate davvero di lasciarvi morire, così da liberare posti e risorse per tutti gli altri. Ve la pago io l'eutanasia in Svizzera, purché vi togliate dai coglioni. Detto con molta serenità, eh?


28 gennaio 2017

sul Rittenplateau da Oberbozen

Siamo capitati ad Oberbozen (Soprabolzano) un giorno che di stare in Trentino non se ne aveva proprio voglia.
All'ufficio turistico del paese compriamo un'ottima carta escursionistica della zona per soli 2 € e 50c (la Kompass 056 doubleface dedicata ai monti Sarentini è troppo dispersiva, piuttosto imprecisa e pure scomoda da aprire e chiudere). L'impiegata ci riempirà anche di altre carte, tra cui un graditissimo calendario e un paio di sottobicchieri a tema da collezione.
In paese è un attimo trovare le indicazioni per passeggiare nei paraggi. Noi prendiamo subito il sentiero n. 6 e ci avviamo a nord, transitando poco dopo presso il Kaserhof, che ospita il più grande allevamento di lama ed alpaca d'Europa (così mi par de aver compreso).

Adorabili facce da pirla, sarei rimasta lì a sfotterli ore intere se il Mistico non mi avesse gentilmente incoraggiata a proseguire.









Dopo aver passeggiato per un bel bosco si arriva in località Riggermoos, sulla provinciale che da Klobenstein (Collalbo) sale su a Oberinn (Auna di Sopra). Attraversata la strada si prosegue sempre sul sentiero n. 6 sino ad arrivare a Tann, dove passa ancora una provinciale che sempre da Klobenstein sale su a Gissmann, qualche km più avanti, dove finisce pure la strada asfaltata.
Da Tann camminiamo sulla strada asfaltata per qualche km, attraversiamo la zona della cabinovia che porta i simpatici sciatori su alla stazione a monte di Schwarzseespitze, e finalmente alla nostra destra ricompare una forestale (segnavia n. 4) che ci toglie dall'asfalto e dal traffico dei simpaticoni.
Su sino alla Unterhornhaus, e ancora su col sentiero n. 1 sino al Rittner Horn (2260m), dove finalmente troviamo ... il deserto!

nei pressi della stazione d'arrivo della cabinovia Schwarzseespitze


sguardo verso il Rittner Horn spelacchiatissimo


l'unica pista in funzione, innevata artificialmente


la desolazione del Rittner Horn


deserto


verso l'alpe di Villandro


c'è pure un'ambulanza! a qualcuno sarà venuto un coccolone di fronte a tale desolazione?


Quando non c'è la neve a coprire candidamente i giocattoli dell'omin terrestre il paesaggio è duro da mirare:









Per fortuna c'è sempre ancora qualcosa di bello che resiste:

un sordone (credo)


Tra un ammasso di ferraglia e l'altro si riesce a guardarsi un po' intorno:

Peitlerkofel a sx e Geisler a dx


Sella, Sassolungo e Sassopiatto, Marmolada


Il prossimo candidato ad un viaggio in ambulanza: uno sciatore su erba secca che saliva con nonchalance verso il Rittner Horn:



Anche se, più che da croce rossa, mi sembrava da croce verde (pronto soccorso psichiatrico).