25 giugno 2017

piano piano li colleziono tutti

Comincia a diffondersi anche da queste parti la voce che io attiro gli uccelli. Mumble mumble ...


Castiadas, nota località turistica del sud est Sardegna, alle spalle della lunga spiaggia di Costa Rei. Famosa e ambita meta per hippies, utopisti e altri visionari tra gli anni '70 e '80, ci ho trascorso 10 stagioni consecutive di vacanze serene. Gente perbene, rilassata ma non indolente, tanti turisti italiani e non.
Mentre degustiamo una pizza in compagnia, Anna e io siamo le uniche a intercettare un suono tra il vocìo del centinaio di avventori che affollano il giardino della pizzeria. Lei mi dice che è il verso di un gufo, e lo sa bene perché ce ne sono tanti anche dalle sue parti, in quel di Ferrara.
E lui, come sentendosi chiamato in causa, esce allo scoperto dalla tettoia in cui era rintanato e atterra sulle spalle di un cliente.
Ha avuto la sua mezz'ora di gloria: è stato in posa, la titolare della pizzeria gli ha offerto un po' di carne, ha fatto una sosta sulla spalla del Mistico e rovistato tra i miei capelli. Infine ha aggredito una bambina a parer suo un po' troppo invadente, e si è spostato in una zona più riparata dagli umanoidi, da dove ha continuato a frignare per attirare l'attenzione della sua mamma, che si intuiva essere nei paraggi.
E niente, questo incontro lo desideravo da tanto ma non ci speravo davvero, invece è accaduto.


14 giugno 2017

achtung, caduta rondoni

E' da prima che nascessi io che una colonia di rondoni nidifica nei buchi di un vecchio muro che delimita il cortile del caseggiato paterno. Ogni anno tornano in primavera, figliano e poi ripartono verso l'Africa.
E ogni santo anno in questo periodo ci tocca raccoglierne paarecchi che hanno incidenti di volo.

Questi eleganti pennuti mangiano, trombano, dormono, praticamente vivono in volo, e se toccano terra possono solo sperare che una mano caritatevole li raccolga e li lanci per aria, perché madre natura non li ha dotati della facoltà di decollare.
Questo è il primo della stagione:




Trovato una sera a mezzanotte, fatto veloce visita e poi lanciato dalla terrazza.
Spero sia riuscito a ritrovare la via di casa.

22 maggio 2017

scoperto il vandalo, nessuna soluzione

Inizia a trillare presto la mattina, anche alle 5.30. E poi va avanti a intervalli più o meno regolari di 10/15 minuti fino al tramonto. Un assillo che dura già da molto, anzi troppo.


Ha anche una fidanzata, che secondo me lo sbatte fuori dal nido all'alba perché non ne può più di sentirlo (come la capisco), e il rompino viene ad esternare da me.
Non solo: mi porta pure i suoi rifiuti! Le cacche dei suoi figlioli e tutte le porcherie che si accumulano nel nido, invece di buttarle fuori dalla SUA casa le porta qui e me le molla in balcone. L'ho beccato più di una volta a fare il turista dei rifiuti, come il peggiore dei teppisti urbani.
Ma 'sto martello pneumatico non dovrebbe svolazzare in un bosco e allietare col suo armonioso trillo i falchi e altri predatori?

17 maggio 2017

sacramentare per sopravvivere

Toh, lo sapevo già, io.

http://www.repubblica.it/scienze/2017/05/15/news/ecco_perche_imprecare_ti_rende_piu_forte-165528337/?ref=RHPPBT-VA-I0-C4-P11-S1.4-T1

E vediamo se l'estate prossima in giro per monti si aprirà l'olimpiade del linguaggio scurrile più scurrile. Tanto il primo premio lo vinco io, e il Mistico non potrà farci niente.

10 maggio 2017

conflitti di interessi

40 litri di terriccio, tutti sistemati nelle balconiere e nei vasi, e tutti dedicati a sua eccellenza il basilico.



Ci farò il pesto, l'olio al basilico e pure il liquore.


E poi mi monto una fototrappola o un sistema di videosorveglianza e faccio vedere cosa mi combinano i pennuti in balcone. Tutti tutti: passeri, fringuelli, merli e piccioni.
E così vedo anche se nelle ore piccole mi arrivano pure civette, gufi, allocchi e barbagianni, perché la sera metto ordine e la mattina all'alba trovo il caos primordiale. Boh?

4 aprile 2017

immer über alles

Due cose sono famose al Borgo Roma di Verona: la maestrìa dei chirurghi nel rimuovere anche i tumori più inestricabili e il rancio che passano dalle cucine. Eccellente la prima, più che pessimo il secondo.

Durante queste ultime 2 settimane che ho trascorso praticamente lì, inchiodata al letto del fratello, ho sentito le definizioni più fantasiose per classificare la brodaglia che rifilano ai disgraziati: dall'educato sbobba indescrivibile al risciacquo di vomito, passando da acqua del bidet (usata ovviamente), acqua sporca senza sale, emetico, purga e associazione a delinquere.
Chi può scende zitt zitt al bar a sgraffignare qualcosa; bar che fa molti soldi, da quel che ho visto.
Tra i prigionieri è nata una bella solidarietà, tutti uniti in nome della comune resistenza al micidiale intruglio. Ho anche intuito un fiorente traffico sotto banco di olio, sale, formaggio grattugiato e pangrattato, tutti rimedi messi su per sopperire all'indicibile saporaccio.

Un vecchierello trentino, nella stessa stanza di mio fratello, il giorno dopo l'intervento delirava di maialini allo spiedo (chissà che gli ha raccontato quell'altro).
Il secondo giorno ha sniffato la sbobba e ha sibilato un sommesso “diopporco”.
Il terzo giorno ha mandato un SOS alla moglie che si è presentata così munita: nipote al seguito a far da scudo umano, tovaglietta stile picnic, contenitore stile borsa frigo, faccia aggressiva stile “provate ad avvicinarvi”. Ha apparecchiato sul letto e ha tirato fuori: patate tiroler style (dal profumo direi condite con cipolla e speck), gnocchetti, formai de malga, cappuss, trota e rucoletta.
Il quarto giorno il signore era visibilmente resuscitato e il quinto giorno già in piedi pronto ad una fuga strategica.
Dopodiché l'hanno spostato in un'altra camera del reparto prima che i compagni di stanza lo copassero annegandolo nelle loro sbobbe. Ma temo che la sua esecuzione sia solo rimandata.