21 marzo 2019

cose che potrei avere prima di morire

Che so, tutta la vita alle spalle? breve o lunga che sia, no?

Mio padre non era tanto d'accordo con questa visione da sempliciotti. Lui era rimasto talmente traumatizzato dalla precoce dipartita della sua prima moglie (mia mamma) stroncata da un bruttissimo tumore cerebrale, che ne aveva memorizzato ogni più piccolo sintomo per metterci in guardia tutti quanti.

Così, quando in seguito ad un'otite piuttosto seria mi trovai in eredità un simpatico acufene, mi disse con tono rassicurante "GUARDA CHE ANCHE TUA MAMMA AVEVA QUEL FISCHIO ALL'ORECCHIO PRIMA DI AMMALARSI".
Sentita questa sentenza a morte feci immediatamente conoscenza con un altro acciacco, di quelli divertenti: gli attacchi di panico (che per fortuna non son durati tanto; solo un paio d'anni, giusto il tempo di conoscere e farmi conoscere da tutti gli otorini di varie generazioni di tutta Trento e dintorni, finché non ho trovato quello giusto che è riuscito nell'intento miracoloso di zittire l'acufene. Poi non l'ho più trovato in ambulatorio, chissà perché).

Poi fu la volta della cefalea aura: un altro di quei begli scherzi della natura che essa appioppa solo ai suoi figli prediletti - così me la sono raccontata io per rendere più digeribile la cosa.
Ordunque, consiste in questa sequenza di avvenimenti: all'improvviso, mentre stai facendo cose e pensando ai beneamati cacchi tuoi, ti compare un puntino bianchiccio nel campo visivo. Col passare dei minuti il puntino si allarga fino a deformare tutto il campo visivo, che appare punteggiato, scintillante e vagamente offuscato. A quel punto l'ideale è sdraiarsi in un posto lontano dalla luce, in attesa che tutto torni alla normalità come una marea che si ritira.
Col primo attacco son finita direttamente al pronto soccorso, ma poiché la bestia dura all'incira mezz'oretta, fui ricevuta dal primo oculista disponibile che l'evento infausto si era già concluso, e senza che mi illuminasse in proposito.
E sempre mio padre, con tono rincuorante: "GUARDA CHE ANCHE TUA MAMMA AVEVA QUEL DISTURBO LÌ PRIMA DI AMMALARSI"

Ci son voluti altri attacchi di aura (di cui uno nel bel mezzo di un sentiero a 2200m di quota) e altri di panico, e poi visita cardiologica, oculistica, neurologica, più una risonanza magnetica, per avere il verdetto definitivo: "non ne sappiamo niente di cefalea aura, cioè sappiamo che esiste ma non sappiamo come e perché si sviluppa; non sappiamo quali sono i fattori scatenanti e di conseguenza è impossibile prevenirla. Sembrerebbe che giochi un ruolo di prim'ordine lo stress intenso, lei ha vissuto momenti particolarmente logoranti in questi ultimi anni?"

Ma no, figurati, volevo solo assoldare una banda di killer slavi per dissezionare la mia famiglia di piàttole e disperderne le membra nei 5 continenti, ti sembro logorata? a proposito, cos'è quel tavolino lì accanto, un poggiascroto?

19 marzo 2019

gli indimenticabili

Morto il leader dei Talk Talk mi son messa a frugare nel catalogo musicale alla ricerca di quel che ho degli anni '80.
Un bel po' di roba, e cosa ho riesumato!


Jim Kerr somigliava in modo incredibile al criceto di casa, davvero, e io per questo gli volevo bene (al criceto). Simpatico e pacificamente fulminato (il Kerr).

A differenza di altri video imbarazzanti degli anni '80 che oggi farebbero vergognare artisti ben più rinomati, questo era/è molto bello. Da quel che ne so è ambientato sulle Catskill Mountains, e ben prima che andasse di moda arrogarsi il diritto di sfondare i timpani altrui fin sulle montagne.

Canzone allegra, bel gruppo, appartenente alle cosìdette band meteore, sfavillanti negli anni '80 e poi purtroppo eclissatesi.

10 marzo 2019

ricognizione in val di Pejo

Abbiamo parcheggiato alla baita Fontanino, 1670m, con l'intenzione di fare il giro del lago di Pian Palù e vedere se e quali danni ha lasciato la tempesta di fine ottobre in val del Monte.
Subito un divieto: il sentiero 110/B che sale alla malga Giumela e il 124B sono inagibili.


7 marzo 2019

Sentiero Adolf Munkel (Geisler)

Dal parcheggio della Zanser Alm, a 1680m in alta val di Funes, coi sentieri 6, 35, 36 abbiamo percorso un tratto del sentiero Adolf Munkel che passa sotto le guglie del Geisler (Odle).
Neve si, ma non abbondante da richiedere l'uso delle ciaspole, che infatti anche a 'sto giro han viaggiato a sbafo sul groppone.


4 marzo 2019

da Montevaccino (TN) al lago di s. Colomba

Vista l'inagibilità dei nostri percorsi preferiti, ripieghiamo su questo giro dietro casa che abbiamo fatto decine e decine di volte.
11 km ca di camminata con un dislivello irrisorio a pochi km dalla città, ideale per passeggiate pomeridiane e quando si vuole stare in pace.
Comodo e raggiungibile anche con gli autobus di linea, nonostante la facilità di accesso non è mai frequentatissimo; raramente ci abbiamo incontrato qualcuno.

Dal parcheggio nel minuscolo borgo di Montevaccino di Sopra (740m ca) coi sentieri 420 e 421

Non ci aspettavamo che la sempre-sia-maledetta tempesta di fine ottobre avesse picchiato duro anche qui.



25 febbraio 2019

giro delle malghe da Cavallar (val di Rabbi)

L'itinerario è esattamente questo:
https://www.valdisole.net/IT/Itinerari-Ciaspole-LE-MALGHE-DI-RABBI/

Viene descritto un percorso lungo 9 km per poco meno di 600m di dislivello, che dovrebbe impegnare 6 ore, ma sul tempo di percorrenza e anche sui km ho i miei dubbi. Ci abbiamo messo meno di 4 ore facendo pure delle pause lunghette alla malga Terzolasa/Artisè e alla malga Caldesa Alta.

Se ci fosse stata la neve giusta sarebbe stato molto più remunerativo.
Le ciaspole non servono ma i ramponcini si, per via di lunghi tratti ghiacciati sia sulla forestale che nel breve sentiero in quota che collega le due suddette malghe.
E anche per evitare di fare figurine di supercacca tipo questi ►due volponi

OT
andare su al XII Apostoli in inverno senza attrezzatura adeguata è proprio da luminari; già si scivola in estate su quella rinomata Scala Santa, ma forse i turisti della domenica che piacciono tanto agli industriali alberghieri non sono stati adeguatamente informati. Forse hanno visto solo il depliant delle Dolomiti che fanno figo e non hanno ritenuto opportuno approfondire; magari erano convinti di andare a passeggiare nella realtà virtuale o di trovare ascensori, scale mobili e maggiordomi che li rifocillassero con champagne e ostriche ogni cento metri.
Invece guarda tu che disservizio, cribbio! Uno va in montagna a fare il brillante e poi trova salite, ghiaccio, freddo, fatica, e purtroppo neanche un orso incazzato nero dal lungo digiuno invernale
OT

Anyway, questa la situazione in val di Rabbi.


19 febbraio 2019

c'era una volta la mia Ayers Rock

Dopo quasi 4 mesi dal disastro del 29 ottobre prendo coraggio e vado a vedere che ne è della foresta del Latemar e del bosco di Carezza.
Parcheggiata l'auto nel solito spiazzo di fronte al lago constato subito che c'è troppa luce. Manca la copertura, i pilastri del cielo.


13 febbraio 2019

aiutiamoli a stare a casa loro

Oggi di passaggio, veloce sgambatina alla conca del lago Nambino, in quel di Madonna di Campiglio. Talmente facile e accessibile che non la chiamo escursione e neanche passeggiata.

Non venivo in inverno da queste parti dal 2013. Devo tornarci più spesso, giusto per fare la cosa che mi riesce meglio: far roteare zebedei.

Dal comodo parcheggio che si trova lungo la strada per la malga Ritorto si arriva al rifugio e lago adiacente in mezz'oretta, ¾ d'ora al massimo.