17 agosto 2018

sfizzeri & sfulmini

Ultimamente non è proprio facile sorridere e star sereni per più di 10 minuti di seguito, ma è meglio provarci lo stesso; o camminando al riparo di boschi e vette, o leggendo qualcosa di piacevole, o stando in compagnia di bella gente, o ascoltando bella musichella.


Ah, 'sti 2 fulminati sarebbero sfizzeri, mal suonati come 2 pendoli tarlati (in senso più che amorevole, ci tengo a dirlo)
Ne apprezzo l'esistenza, non sanno quanto.

9 agosto 2018

piccoli suicidi tra amici

Racconto spassoso, e bravo l'autore* ad aver saputo ironizzare brillantemente su una tragedia come il suicidio.

La trama è un suicidio collettivo organizzato da 2 depressi che, dopo aver fallito il primo tentativo in solitaria, hanno la bella pensata di cercare altri aspiranti tali per pianificare e progettare l'insano atto in degna compagnia.
Le avventure (plausibili) a cui vanno incontro i derelitti mentre cercano di portare a compimento il loro desiderio, daranno una svolta alla storia.

Il suicidio alla fine è un pretesto per parlare di solidarietà, condivisione, approcci mentali che rivoluzionano il modo di stare al mondo.

Il più bel libro che ho accolto in questi ultimi anni.

(*autore finlandese di cui già avevo letto e apprezzato "l'anno della lepre")

2 agosto 2018

all'Erensee (Pfelderertal)

In fuga spericolata dal caldo infernale cittadino (26° all'alba), nel giorno più rovente di questa estate approdiamo illesi nella Pfelderertal, dove ci accoglie una bella arietta fredda e corroborante. Tanto fredda da invogliarci a salire da qualche parte per mettere in moto il metabolismo tramortito dall'inaspettato calo termico.
Sapendo bene che il refrigerio non durerà molto neanche in questa valle, e che non c'è cosa peggiore che essere sorpresi dalla caldazza nel bel mezzo di una salita in campo aperto, decidiamo di partire subito dall'abitato di Pfelders (1630m al parcheggio) per una breve escursione al lago Eren, che si trova incastonato tra le pareti di un cocuzzolo di 2756m: l'Erenspitz.
Da Pfelders con i sentieri n. 6 e 7, transitando per la Faltschnal Alm (1870m).

Faltschnal Alm, 1870m

29 luglio 2018

lago Scuro 2668m (val di Genova)

Parcheggiare in val di Genova si può, ma solo entro le 9.45, dopodiché ci si può accedere solo tramite bus navetta. Entrambe le opzioni sono a pagamento.

Noi, che siamo mattinieri, siamo riusciti ad arrivare all'ultimo parcheggio in fondo alla valle, quello di malga Bédole, a circa 1580m di quota. Da lì in una decina di minuti (a piedi) si arriva al rifugio Bédole, situato a 1640m. Al rifugio ampia segnaletica offre spunti per belle passeggiate, dalle più semplici a quelle ben più impegnative che attraversano le vedrette della Lobbia e del Mandrone, fin su al rifugio Lobbia Alta ai Caduti dell'Adamello (3020m, alpinistico).

Ci limitiamo a ripetere un'escursione fatta già 10 anni fa (urgh!): coi sentieri 212 e 209 abbiamo intenzione di arrivare al rifugio Città di Trento al Mandrone (2450m) e proseguire per il lago Scuro (2670m circa).

A livello emozionale mi aspettavo parecchio da questa camminata, e sono stata accontentata.

Al parcheggio del rifugio Bédole:


28 luglio 2018

era mio padre


Non avvicinarti alla mia tomba piangendo. Non ci sono. Non dormo lì.
Io sono come mille venti che soffiano.
Io sono come un diamante nella neve, splendente.
Io sono la luce del sole sul grano dorato.
Io sono la pioggia gentile attesa in autunno.
Quando ti svegli la mattina tranquilla, 
sono il canto di uno stormo di uccelli.
Io sono anche le stelle che brillano,
mentre la notte cade sulla tua finestra.
Perciò non avvicinarti alla mia tomba piangendo.
Non ci sono. Io non sono morto.

(canto Navajo)

[ 2/8/1924 - 18/7/2018 ]

3 luglio 2018

Upisee (lago)

Ognuno fa i censimenti più consoni alle proprie esigenze; noi continuiamo a censire i laghi dell'Alto Adige.
Dalla Matschertal (val Mazia, laterale della val Venosta), partono tanti bei sentieri che portano su vere montagne, quelle di confine che ci separano dall'Austria.

Parcheggiato vicino all'hotel Glieshof, a 1824m, ci mettiamo sul sentiero n.9, che in realtà è una comodissima sterrata fino ai 2225m della malga Upi.
Il meteo promette temporali pomeridiani, quindi andiamo di fretta per essere di ritorno al parcheggio non più tardi delle 2 del pomeriggio.


17 giugno 2018

al Flaggersee (lago Vallaga)

Archiviata speranzosamente la stagione delle piogge, ci appioppiamo i primi 1000 metri della stagione per tastare schiene e gambe.
La prova l'abbiamo superata sui monti sarentini.

A Durnholz (Valdurna) in fondo alla val Sarentino, i parcheggi sono situati 200 metri prima del bel lago.
Occhio che uno di questi è presidiato da una vecchiarda appollaiata su una seggiola che chiede l'obolo (autorizzata?abusiva, boh!) agli automuniti. La vecchiarda in questione è uguale in tutto e per tutto a quella che anni fa piantonava il parcheggio di Palù del Fersina, in quel della valle dei Mòcheni. Magari è pure la stessa. I 10 trentini che mi leggono son certa che l'hanno conosciuta e ne avranno un bel ricordo.

Partiti da quota 1540 ca, e superato il lago, ampia segnaletica suggerisce i percorsi della zona. Noi ci infiliamo sul numero 16, direzione Flaggersee (lago di Vallaga). Per un po' è asfaltato, poi diventa sterrata, e infine sentiero vero e proprio.

15 giugno 2018

Doktor Danke ar Katzz

Psicolabili lettori, vi aggiorno sull'esperto di scienze cerebro-cognitive che si rallegra di avere la soluzione ai miei noti disturbi del sonno, dei miei cojoni e alimentari vari.

Innanzitutto si è fatto proprio notare per la considerevole perspicacia con cui ha scoperto il cuore del problema; cosa che io, misera ignorante, in tanti anni di introspezione selvaggia con tanto di frontalino, non ero mai riuscita a focalizzare. Rivelazioni illuminanti del tipo:
- non riesci a dormire? è perché pensi troppo.
- ti stanno sui cojoni gli ignoranti prepotenti presuntuosi? è perché non ti lasci scivolare addosso quel che fanno e dicono, senza polemizzare.
- ti viene da vomitare un giorno si, e quello dopo ti arriva una fame da orso appena uscito dal letargo? è perché hai qualche disordine alimentare di natura nervosa.

Davvero. Esiste davvero. Pensavo fosse una tattica per vedere in quanti nanisecondi l'avrei mandato in mona. Una specie di test sull'effettiva pericolosità della mia rabbia latente. Poi il Mistico, che ha il dono meraviglioso della sintesi, l'ha classificato in 3 parole: "è un coglione".
Questo è proprio uno studiato; da un equipe di psichiatri evoluzionisti, suppongo.
 
Però ohhh, finalmente, ora si che posso dire di avere le idee chiare, così nitide che non vedo l'ora di renderlo partecipe al prossimo incontro. Sentirà che progressi che ho fatto nel campo della filantropia!
Esempio:
- ti credi un sapiente? è perchè soffri di ipertrofia dell'ego (vorrei dirgli prostatica, ma sveglione come è, magari la prende come un malaugurio invece di captare che lo ritengo una notevole testa di mi#kia).
- ti credi all'avanguardia? è perché sei orbo e non vedi davanti a te la fila di persone normali capaci di suggerire soluzioni molto più valide delle tue; tra queste persone ci metto anche il cane buddista di un mio amico, che con un bau e uno scodinzolo mi rimette in pace col mondo.Sempre.
- ti credi pure affascinante, con la musichetta new age in sottofondo che sembra messa li per accalappiare donne in cerca di emozioni magico/spirituali? tranquillo, è solo una svista che non ti fa vedere che dopo 2 soli incontri ho subìto tali variazioni ormonali da sviluppare 2 begli attributi da record. E peli dapertutto, ma sulla lingua proprio no.

Cosa dici? che t'ho mandato brutalmente a caghèr? ma no, è che se ti dicevo bellina e soave di andare a cercare altre clienti da rincoglionire erudire con le tue teorie da guru indiano del 1800, c'era il  rischio forte che non lo capissi proprio che devi andare affanculo!

Così, tanto per supportare il concetto:

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/cards/perche-quando-imprecare-fa-bene-salute-mentale/da-sfogo-stress.shtml

La schiettezza, il mio faro. L'ambiguità, le tue sabbie mobili mentali.